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Capriata d'Orba

Il castello nobiliare e le colline del Gavi

Capriata d’Orba si colloca lungo la valle dell’Orba, in una zona di passaggio naturale tra la pianura e le prime colline del territorio del Gavi DOCG.

 

È un comune dalla forte identità agricola, dove il paesaggio produttivo racconta da secoli il rapporto tra l’uomo e la terra. Le colline vitate e i campi coltivati disegnano un territorio ordinato e vissuto, che conserva una vocazione rurale ancora ben riconoscibile.

 

La presenza del castello e delle strutture storiche legate alla vita agricola testimonia il ruolo che Capriata ha avuto come centro di controllo e gestione del territorio circostante.

Cosa vedere a Capriata d'Orba

Capriata d’Orba conserva testimonianze architettoniche e sociali che raccontano la vita del paese tra tradizione agricola, spiritualità e comunità.

 

La Torre del Castel Vecchio rappresenta una delle principali tracce del passato difensivo del borgo.

 

La Chiesa di San Pietro Apostolo, con il suo campanile slanciato e riconoscibile, è il principale riferimento religioso e architettonico del paese.

 

Gli Oratori di San Michele e di San Giuseppe testimoniano la dimensione devozionale e comunitaria della storia locale.

 

Il Monastero dei Frati Contemplativi rappresenta un luogo di silenzio e spiritualità immerso nel paesaggio.

 

Il Mulino storico, Situato nella parte bassa del paese, è documentato fin dal 1186 in una bolla di papa Urbano III. Alimentato dalla forza dell’acqua, nel 1911 fornì la prima energia elettrica a Capriata, rappresentando un passaggio importante nella storia locale.

 

La Società Agricola di Mutuo Soccorso ricorda la tradizione solidaristica e cooperativa della comunità.

 

Il Golf Club Villa Carolina completa il quadro contemporaneo, inserendo il paese nei circuiti turistici legati al paesaggio e al tempo libero.

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Paesaggio e territorio

Capriata d’Orba si sviluppa lungo la valle del torrente Orba, in un paesaggio di transizione tra la pianura e le prime colline dell’Oltregiogo.

 

Il territorio alterna aree agricole, vigneti e dolci rilievi collinari, segnando il passaggio naturale tra gli spazi produttivi della pianura e l’ambiente più articolato delle zone vitivinicole del Gavi DOCG.

 

La presenza del corso d’acqua ha storicamente influenzato lo sviluppo del paese, favorendo attività agricole, mulini e insediamenti legati alla gestione del territorio.

 

Oggi questo equilibrio tra pianura, collina e coltivazioni contribuisce a definire l’identità paesaggistica di Capriata, dove il rapporto tra uomo e ambiente resta ancora chiaramente leggibile.

Vino e territorio

Capriata d’Orba rientra tra gli undici comuni della denominazione Gavi DOCG.

 

Il suo territorio, caratterizzato da suoli e microclimi favorevoli, contribuisce alla continuità paesaggistica e produttiva dell’area del Gavi, dove la coltivazione della vite rappresenta una presenza storica e identitaria.

 

Le colline che circondano il paese partecipano al sistema vitivinicolo del Gavi, rafforzando il legame tra paesaggio agricolo, tradizione e produzione di qualità che contraddistingue l’intero territorio.

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Letto arancione

Accoglienza e turismo

Capriata d’Orba offre un’accoglienza legata alla dimensione locale e al ritmo del territorio.

 

La presenza di attività agricole, spazi verdi e percorsi naturalistici favorisce un turismo lento, orientato alla scoperta del paesaggio e delle tradizioni.

 

La vicinanza alle principali direttrici di collegamento e ai centri del Gavi DOCG rende il paese un punto di passaggio ideale per chi desidera conoscere un contesto più raccolto e autentico, pienamente integrato nel sistema territoriale dell’Oltregiogo.

Uno sguardo sulla storia

La storia di Capriata d’Orba affonda le radici in epoche molto antiche, legate alla sua posizione strategica come zona di passaggio tra la pianura e i valichi appenninici diretti verso il mare.

 

L’origine del toponimo resta incerta: potrebbe derivare dalla presenza di capre sui pianori circostanti, dalle case in pietra (caprìa) oppure da insediamenti lungo corsi d’acqua, come suggerisce la forma vernacolare Ca-vi-riò.

 

Il territorio era frequentato già in epoca preistorica, come attestano i rinvenimenti di coppelle e segni pediformi nella zona Albedosa–Tramontanino, databili alla media età del Ferro. Scavi nell’area di San Nicolao hanno inoltre confermato la presenza di comunità liguri tra il VI e il V secolo a.C.

 

In epoca romana Capriata d’Orba rientrava nell’ager dertonensis. Studi sulla centuriazione indicano la presenza di importanti assi viari che attraversavano l’area, mentre ritrovamenti come la stele di Sant’Agata del I secolo d.C. e resti di edifici rurali testimoniano una continuità insediativa tra età repubblicana e tardo impero.

 

Nel Medioevo il territorio entrò nella vasta selva dell’Orba, riserva di caccia reale in epoca longobarda, e fu successivamente interessato da sistemi difensivi legati alla presenza bizantina oltre l’Appennino.

 

Capriata compare poi in documenti di rilievo, tra cui le donazioni dell’imperatrice Adelaide nel 981. Tra XII e XIII secolo il paese fu coinvolto nelle tensioni tra Alessandria e Genova, fino al definitivo legame con il Comune ligure sancito nel 1218.

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