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Carrosio

Tra il Lemme e le vie di passaggio dell’Oltregiogo

Carrosio è un borgo dell’Oltregiogo che si sviluppa su uno sperone roccioso affacciato sul torrente Lemme, in una posizione storicamente strategica tra Piemonte e Liguria.

 

La sua storia, legata per secoli alla Repubblica di Genova, è ancora oggi leggibile nell’impianto del paese e nel rapporto diretto con il paesaggio circostante.

 

Il territorio alterna ambienti rurali, colline e aree agricole, inserendosi pienamente nell’area di produzione del Gavi DOCG, dove vigneti, boschi e piccoli nuclei abitati convivono in modo naturale.

Cosa vedere a Carrosio

Rocca del Lago (Castello di Aimero)
Rappresenta il nucleo originario del borgo medievale e il punto dominante sul territorio, testimone della storia antica di Carrosio e del suo legame con l’Appennino.

 

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta
Fulcro religioso e comunitario del paese, conserva l’identità spirituale del borgo e ne accompagna la vita quotidiana.

 

Oratorio della Santissima Trinità e cappelle storiche
Segni diffusi della devozione popolare, tra cui la Cappelletta di N.S. della Trinità, quella dei Santi Sebastiano e Rocco e la Cappelletta dell’Ascensione.

 

Centro storico e Palazzo Comunale
Il tessuto compatto del borgo conserva l’impronta medievale, con vie strette e scorci che raccontano la tradizione ligure-appenninica del territorio.

 

Geosito dei Due Mari
Uno dei più importanti geositi a livello nazionale, datato circa 23 milioni di anni fa. Qui è ancora visibile il passaggio tra diverse ere geologiche, in un’area priva di disturbi tettonici e facilmente accessibile. È meta di studiosi e appassionati di geologia, inserita tra i siti certificati a livello internazionale.

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Paesaggio e territorio

Il territorio di Carrosio rappresenta un autentico tassello appenninico di cultura ligure, pur appartenendo amministrativamente al Piemonte.

 

Colline boscose, versanti coltivati e fondovalle disegnano un paesaggio vario, dove la presenza dell’uomo si integra da secoli con l’ambiente naturale.

 

La posizione lungo l’antica via della Bocchetta, storico collegamento tra Genova e la Pianura Padana, ha reso Carrosio un luogo di passaggio e presidio, ma anche un punto di equilibrio tra agricoltura, bosco e insediamento umano.

Vino e territorio

Carrosio rientra nell’area di produzione del Gavi DOCG, condividendo le caratteristiche ambientali e paesaggistiche che rendono questo territorio particolarmente vocato alla viticoltura.

 

Il paesaggio circostante, fatto di colline, esposizioni favorevoli e suoli adatti alla coltivazione della vite, contribuisce alla qualità e all’identità del Gavi, anche nei comuni dove la presenza vitivinicola non rappresenta l’attività principale.

 

Il legame con il vino è quindi parte integrante del sistema territoriale dell’Oltregiogo, dove agricoltura, paesaggio e cultura convivono in modo equilibrato.

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Accoglienza e turismo

Carrosio offre una ricettività diffusa e coerente con la dimensione del borgo e del territorio circostante. Strutture di accoglienza, ristorazione e ospitalità permettono di vivere il paese come punto di partenza per esplorare la valle del Lemme, l’Oltregiogo e i collegamenti con la Liguria.

 

La tranquillità del luogo e il forte legame con il paesaggio rendono Carrosio particolarmente adatto a un turismo lento, attento alla storia, alla natura e alla vita locale.

Uno sguardo sulla storia

La storia di Carrosio è profondamente legata alla sua posizione strategica lungo l’antica via della Bocchetta, storico percorso commerciale e militare tra Genova e la pianura padana. Citato nelle fonti medievali come Caroxium e Carosium, il toponimo assume la forma attuale solo dalla fine del XVIII secolo; una delle ipotesi etimologiche lo collega al fonema paleoligure kar, che indica roccia o sasso.

 

In epoca romano-imperiale il territorio rientrava nell’area libarnese, mentre tracce della presenza longobarda sopravvivono nei nomi di colli e località. La formazione del borgo è relativamente tarda: Carrosio compare nei documenti a partire dall’anno 1006, mentre le prime testimonianze sulle strutture urbane risalgono al 1141, quando i Genovesi acquisirono il castello di Aimero, nucleo originario dell’abitato.

 

Tra XIII e XIV secolo la Repubblica di Genova concesse l’investitura del territorio a importanti famiglie nobiliari – Castagna, Grimaldi, Di Negro – prima del passaggio agli Spinola e ai Salvago. Nel XVII secolo il controllo risultava condiviso tra la Repubblica, gli Imperiale Lercari e i Doria.

 

Nel 1625, durante l’invasione delle truppe sabaude, la popolazione locale, affiancata da reparti provenienti dalla Val Polcevera, riuscì a depredare l’esercito di Carlo Emanuele I accampato nei pressi del paese. Nel 1735 Carrosio fu assegnato al Regno di Sardegna e, alla fine del XVIII secolo, visse una fase rivoluzionaria particolarmente intensa, con l’insediamento di un governo giacobino autonomo, tra le esperienze insurrezionali più durature del Piemonte di quegli anni.

 

Dopo la repressione sabauda, il borgo seguì le vicende della Repubblica Ligure e dell’Impero napoleonico, entrando infine a far parte della provincia di Alessandria nel 1859. Oggi Carrosio conserva nel suo tessuto urbano e nel paesaggio i segni di una storia complessa, di confine e di passaggio.

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