
Pasturana
La pieve e il paesaggio agricolo del Gavi
Pasturana si sviluppa in un contesto collinare dolce ai margini settentrionali del territorio del Gavi DOCG, dove il paesaggio agricolo incontra le prime ondulazioni dell’Oltregiogo.
Il borgo conserva un’identità legata alla tradizione rurale e alla presenza della pieve, elemento storico e simbolico del territorio. I vigneti, le aree pianeggianti e le coltivazioni che circondano l’abitato raccontano una lunga continuità di insediamento e di lavoro della terra, mantenendo ancora oggi un rapporto diretto tra comunità e paesaggio.
Cosa vedere a Pasturana
Pasturana conserva un patrimonio storico discreto ma significativo, leggibile attraverso edifici religiosi, tracce feudali e luoghi della memoria.
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La Chiesa Parrocchiale di San Martino, edificata nella seconda metà del Quattrocento su iniziativa dei Marchesi Trotti, rappresenta il principale riferimento religioso della comunità.
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La Chiesa della Santissima Trinità, costruita nel XVII secolo, testimonia la continuità della vita devozionale del borgo.
L’Antica Pieve di San Martino, di origine longobarda e situata fuori dall’abitato, racconta le radici più antiche del territorio ed è oggi oggetto di recupero e valorizzazione.
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Dell’antico castello rimane la memoria nell’area prossima al centro storico, mentre il tessuto del paese conserva ancora toponimi e riferimenti legati alla sua evoluzione storica.
Questi elementi restituiscono l’immagine di un centro che ha svolto nel tempo un ruolo religioso e comunitario importante nel territorio del Gavi.


Paesaggio e territorio
Il territorio di Pasturana si sviluppa tra aree pianeggianti e dolci ondulazioni collinari, in una zona di transizione tra la pianura e le prime alture dell’Oltregiogo.
Vigneti, campi coltivati e spazi aperti disegnano un paesaggio agricolo ordinato, che riflette una lunga tradizione legata alla coltivazione della terra.
La vicinanza ai corsi d’acqua e alle principali vie di collegamento ha favorito nei secoli l’insediamento umano e l’attività agricola, mantenendo un equilibrio tra produttività e ambiente naturale.
Oggi Pasturana si presenta come un territorio leggibile e armonico, dove il paesaggio continua a raccontare il rapporto storico tra comunità locale e risorse del suolo.
Vino e territorio
Pasturana rientra tra i Comuni del Gavi DOCG, dove la viticoltura costituisce una componente storica del paesaggio agricolo.
I vigneti si inseriscono in un contesto rurale più ampio, accanto ad altre coltivazioni tradizionali, contribuendo a definire l’identità produttiva del territorio.
Il vino rappresenta così una continuità tra passato e presente, parte integrante di un sistema agricolo che nel tempo ha mantenuto un forte legame con la terra e con le sue tradizioni.


Accoglienza e turismo
L’accoglienza a Pasturana è legata a una dimensione rurale e autentica, coerente con la scala del borgo e del territorio circostante.
Strutture agrituristiche e realtà di ospitalità diffusa, inserite nel paesaggio agricolo, offrono soggiorni improntati alla tranquillità e al contatto diretto con la natura.
Eventi locali e tradizioni gastronomiche, come le iniziative promosse dalla comunità, contribuiscono a mantenere vivo il legame tra ospitalità e cultura del territorio.
Pasturana rappresenta così una base ideale per chi desidera scoprire il Gavi DOCG e l’Oltregiogo attraverso un turismo lento, legato al paesaggio, alla storia e alla vita locale.
Uno sguardo sulla storia
Le prime attestazioni documentarie di Pasturana risalgono al 969, quando il toponimo Pastoranium compare in una donazione della regina Adelaide al monastero di San Salvatore di Pavia, poi confermata nel 981 da Ottone II.
Nel Medioevo il territorio entra nell’orbita dei poteri locali legati a Gavi e alla Repubblica di Genova, passando nel tempo sotto il controllo dei Marchesi di Gavi, degli Spinola e successivamente dei Trotti di Milano, che nel Seicento promuovono importanti interventi edilizi, tra cui la costruzione delle attuali chiese di San Martino e della Santissima Trinità.
Nel corso dei secoli Pasturana subisce eventi che segnano profondamente la comunità, come la peste del 1630 e le conseguenze della Battaglia di Novi del 1799.
Fulcro religioso e storico del territorio è l’antica Pieve di San Martino, di origine longobarda, che ebbe giurisdizione su centri vicini come Tassarolo. Caduta in rovina nei secoli successivi, è stata recentemente restaurata, tornando a rappresentare uno dei principali simboli della memoria storica del paese.
