
Tassarolo
Il Castello Spinola tra colline e vigne del Gavi
Tassarolo è uno dei borghi storicamente più significativi del territorio del Gavi. La sua identità è profondamente legata al Castello Spinola, alla funzione di controllo delle vie di collegamento tra Genova e la pianura e a una tradizione vitivinicola documentata fin dal Medioevo.
Il paese si sviluppa attorno al castello, in posizione dominante sulle colline circostanti, all’interno di un paesaggio agricolo ordinato che riflette secoli di presenza signorile e attività rurali.
Cosa vedere a Tassarolo
Tassarolo conserva un patrimonio storico concentrato ma di grande valore, leggibile nel rapporto diretto tra architettura, potere feudale e paesaggio.
Il Castello Spinola, cuore storico e simbolico del paese, con la torre medievale e gli ampliamenti rinascimentali che ne definiscono ancora oggi il profilo
La Zecca del Castello, dove gli Spinola batterono moneta fino al XVII secolo, testimonianza dell’autonomia e dell’importanza del feudo
Il borgo storico, sviluppato attorno al castello secondo un impianto compatto e funzionale alla difesa
Le architetture rurali e i vigneti storici, parte integrante del paesaggio e della tradizione vitivinicola locale
La Chiesa Parrocchiale, centro della vita religiosa e comunitaria
Il complesso del castello rappresenta uno dei più importanti esempi di feudo imperiale dell’Oltregiogo.


Paesaggio e territorio
Il territorio di Tassarolo si colloca sulle colline che segnano il passaggio tra la pianura e l’Appennino. Il paesaggio è fortemente modellato dalla viticoltura, affiancata da coltivazioni tradizionali e aree boschive residuali.
La posizione strategica del borgo, al centro di un sistema di fortificazioni, ha fatto di Tassarolo un punto di controllo fondamentale per secoli.
Vino e territorio
Tassarolo è uno dei Comuni storici del Gavi DOCG, dove la viticoltura rappresenta un elemento identitario radicato nel tempo.
La presenza del vino è documentata già nel XVII secolo, quando le fonti descrivono il territorio come luogo di “vino buono”, pane e prodotti agricoli di qualità. Ancora oggi la viticoltura continua a modellare il paesaggio e a contribuire alla vita economica del borgo.
Tra le realtà presenti e raccontate su Gavi Wine Land:
Bergaglio Cinzia, Castello di Tassarolo, La Mesma, La Zerba
Queste aziende rappresentano la continuità di una tradizione vitivinicola che unisce storia, territorio e qualità produttiva.


Accoglienza e turismo
Tassarolo offre un’accoglienza strettamente connessa al suo paesaggio vitivinicolo.
Accanto alla dimensione raccolta del borgo sono presenti ristorazione locale, agriturismi e strutture legate alle aziende agricole e al mondo del vino, che permettono di vivere il territorio in modo diretto.
La presenza di cantine, esperienze enoturistiche e percorsi tra le colline rende Tassarolo una meta ideale per chi desidera scoprire il Gavi DOCG attraverso il rapporto tra paesaggio, produzione e storia locale.
Il turismo qui si sviluppa in forma lenta e integrata, legata alla visita delle aziende, alla scoperta del borgo e all’esplorazione delle colline circostanti.
Uno sguardo sulla storia
Le origini di Tassarolo risalgono all’epoca romana, come suggeriscono i reperti collegati alla vicina città di Libarna. La prima attestazione documentata del borgo compare però nel 1143, quando una bolla di papa Innocenzo II pone sotto protezione apostolica il monastero benedettino di Santa Maria di Castiglione, da cui dipendeva anche la chiesa locale.
Il castello si sviluppa attorno a una torre rotonda di probabile origine bizantina, inserita nel sistema difensivo noto come Limes bizantino. Nel XIII secolo Tassarolo diventa territorio conteso tra Alessandria e Genova, subendo assedi e devastazioni legati al controllo delle vie di comunicazione.
Nel 1367 il castello e la giurisdizione vengono acquistati dalla famiglia Spinola, segnando l’inizio di un dominio destinato a durare nei secoli. Il 20 novembre 1532 l’imperatore Carlo V conferma l’investitura del feudo, che nel 1560 viene elevato a Contea del Sacro Romano Impero con il privilegio di battere moneta.
Nel castello di Tassarolo funzionò infatti una zecca attiva fino al XVII secolo. Una relazione del 1656 commissionata dall’imperatore Ferdinando III descrive il feudo come prospero, ricco di “vino buono, pane, fieno, carne e formaggi”, segno di un territorio agricolo già strutturato.
Il Castello Spinola, ampliato soprattutto in epoca rinascimentale, domina ancora oggi il borgo e rimane simbolo della continuità storica del paese, insieme allo stemma della famiglia che richiama il potere imperiale e la tradizione vinicola locale.
