Romanico e devozione popolare
San Giacomo Maggiore, gli oratori e le confraternite raccontano una storia viva di fede, arte e identità gaviese.
Nel territorio del Gavi DOCG, la storia religiosa non si legge soltanto nelle architetture antiche o nelle opere custodite nelle chiese. Vive anche nelle leggende, nei simboli scolpiti nella pietra, nelle processioni e nelle confraternite che ancora oggi accompagnano la memoria e l’identità del borgo.
A Gavi, questa dimensione trova il suo centro più riconoscibile nella chiesa di San Giacomo Maggiore, luogo in cui arte, spiritualità e vita comunitaria si intrecciano da secoli.

San Giacomo Maggiore,
cuore spirituale di Gavi
Nel centro storico di Gavi, la chiesa di San Giacomo Maggiore rappresenta uno dei luoghi più importanti per comprendere la storia religiosa e civile del paese. La sua presenza accompagna da secoli la vita della comunità e riflette un legame profondo con la fede, con l’arte e con la memoria collettiva. San Giacomo non è soltanto un edificio di pregio storico: è uno spazio sentito, riconosciuto, vissuto, che continua a occupare un posto centrale nell’immaginario del borgo.
Il portale e i simboli della fede
Uno degli elementi più significativi della chiesa è il portale romanico della facciata, costruito in arenaria e caratterizzato da una forte strombatura con colonnine degradanti. Nell’architrave e nella lunetta è scolpita una rappresentazione dell’Ultima Cena: i dodici apostoli siedono ai lati di Cristo, raffigurato in posizione più elevata, mentre sopra di lui compaiono la colomba dello Spirito Santo e due angeli in volo. Un dettaglio particolarmente suggestivo è la piccola figura capovolta scolpita sotto i piedi di Cristo, interpretata secondo la tradizione come un possibile richiamo al demonio sconfitto. È proprio in particolari come questo che San Giacomo rivela il suo fascino più profondo, in cui arte, simbolo e memoria popolare continuano a intrecciarsi.


Una chiesa tra storia e leggenda
Attorno a San Giacomo sopravvivono anche racconti che appartengono alla tradizione orale di Gavi. Una leggenda locale narra che la chiesa sarebbe stata fatta sorgere in una sola notte dal diavolo, deciso ad attirare i fedeli con la bellezza dell’edificio. Ma, secondo il racconto, la comunità rimase fedele ai propri luoghi di preghiera e il maligno fu sconfitto.
Al di là della leggenda, questo racconto mostra quanto San Giacomo sia rimasta nei secoli non solo un edificio religioso, ma anche un luogo profondamente radicato nella memoria popolare del paese.
San Giacomo in immagini
Le immagini della chiesa permettono di coglierne non solo il valore architettonico, ma anche l’atmosfera, la luce, i particolari e il rapporto con il cuore storico del paese. In questo modo, San Giacomo si rivela non come semplice edificio religioso, ma come luogo profondamente legato alla memoria visiva e spirituale di Gavi.


La Via Postumia
e il tema del pellegrinaggio
La storia di San Giacomo si inserisce inoltre in un territorio segnato dal passaggio di vie antiche e da una lunga tradizione di transito e ospitalità. Gavi fu infatti luogo di passaggio lungo la Via Postumia e il tema del pellegrinaggio è parte integrante della memoria religiosa locale. Anche per questo la chiesa e gli oratori del borgo raccontano un mondo in cui devozione, viaggio e assistenza si incontravano in modo naturale.
Le tre confraternite di Gavi
Accanto alla parrocchiale di San Giacomo, la devozione popolare di Gavi trova una delle sue espressioni più forti nelle tre confraternite storiche, ancora oggi identificate dal colore delle cappe indossate durante le processioni: i Bianchi, i Rossi e i Turchini. Ognuna possiede un proprio oratorio nel centro storico e custodisce una parte importante del patrimonio religioso, artistico e processionale del borgo. Non si tratta soltanto di istituzioni legate al culto: per secoli le confraternite hanno rappresentato forme di solidarietà, appartenenza e organizzazione della vita comunitaria.


Bianchi, Rossi e Turchini
I Bianchi, legati ai Santi Giacomo e Filippo, sono la confraternita più direttamente connessa alla chiesa di San Giacomo e al tema del pellegrinaggio. I Rossi, della Santissima Trinità, sono ricordati nella tradizione per il loro ruolo assistenziale e per la forza della loro presenza nella vita del paese. I Turchini, dedicati a Nostra Signora dell’Assunta, conservano una parte importante del patrimonio processionale e testimoniano il legame di Gavi con la cultura devozionale ligure e genovese.
La memoria del borgo ha custodito anche una storica rivalità tra confraternite, vissuta come orgoglio di appartenenza e stimolo a mantenere vivi oratori, arredi, crocifissi e tradizioni.
I Cristi e le processioni
Uno degli aspetti più impressionanti della devozione popolare gaviese è legato ai Cristi portati a spalla durante le processioni. Il passaggio dei crocifissi nei vicoli del borgo, accompagnato dal ritmo della banda e dalla partecipazione della comunità, restituisce un’immagine di grande forza, sospesa tra fede, fatica fisica e memoria collettiva.
Le processioni, in particolare quelle legate alla Settimana Santa e alle principali feste confraternali, rappresentano ancora oggi uno dei momenti più intensi e riconoscibili della vita religiosa di Gavi.


Gli oratori e il legame
con Genova
Gli oratori delle confraternite non sono soltanto luoghi di preghiera, ma veri custodi di un patrimonio artistico e identitario che riflette il forte legame storico di Gavi con il mondo genovese. Negli arredi, nelle decorazioni, nelle casse processionali e nella sensibilità devozionale si ritrova una cultura figurativa che racconta bene la natura di Gavi come terra di confine tra Piemonte e Liguria.
Anche per questo le confraternite rappresentano una chiave fondamentale per leggere la storia del borgo.
Una memoria ancora viva
Durante la Seconda guerra mondiale, la parrocchiale di San Giacomo divenne anche punto di riferimento per le confraternite, in un momento in cui i loro oratori furono coinvolti nella protezione di opere d’arte provenienti da Genova. È un episodio che conferma il ruolo centrale della chiesa nella vita religiosa e civile del paese.
Ancora oggi, San Giacomo, gli oratori e le confraternite continuano a rappresentare una parte viva del volto di Gavi. In questa continuità tra storia, arte, fede e comunità si coglie uno degli aspetti più autentici dell’identità gaviese.

