Ricette e identità locale del territorio del Gavi DOCG
Piatti, gesti e sapori che raccontano la memoria gastronomica tra colline, borghi e Appennino.
Una storia che conosco da vicino
Le fotografie e le ricette raccolte in questa pagina fanno parte della mia storia familiare.
Sono Maurizio Ravera, fondatore di Gavi Wine Land,
nipote di Luigina Mazzarello e figlio di Maura Merlo e Cesare Ravera.
Molte delle ricette, dei racconti e dei ricordi che hanno contribuito a costruire questa sezione arrivano dalla mia famiglia e dalle persone che mi hanno insegnato a conoscere il valore della cucina di casa, della memoria e delle tradizioni del territorio.
Tra queste persone c'è anche Marina, mia moglie. Per trentotto anni abbiamo condiviso la vita, la famiglia, i progetti, i viaggi e l'amore per questa terra.
La cucina era uno dei suoi linguaggi naturali. Amava le ricette della tradizione, preparava con cura ravioli, risotti, dolci e piatti di famiglia, ma era anche curiosa e capace di sperimentare.
Studiava tecniche, ingredienti e preparazioni con passione e precisione, cercando sempre di imparare qualcosa di nuovo.
Molte delle fotografie, delle ricette e dei ricordi che accompagnano queste pagine portano anche il suo sguardo, la sua sensibilità e la sua presenza.
Per questo motivo le immagini raccolte qui non sono semplici fotografie d'archivio. Sono frammenti di vita vissuta, persone reali e ricordi che hanno contribuito a costruire il mio legame con il territorio del Gavi DOCG e dell'Oltregiogo.

Le ricette del territorio del Gavi DOCG non sono soltanto preparazioni da portare in tavola. Sono gesti tramandati, stagioni riconoscibili, ingredienti locali e memorie familiari che uniscono la cucina piemontese, quella ligure e la cultura dell’Oltregiogo.
Prima ancora degli ingredienti vengono le persone. Sono loro a custodire i gesti, a insegnare le preparazioni, a trasmettere il valore di una ricetta e il significato di un pranzo condiviso.
In molte famiglie il sapere passa ancora così: osservando, aiutando, ascoltando racconti e imparando a riconoscere profumi e sapori che appartengono alla propria storia.
Ogni ricetta racconta qualcosa di più di ciò che si mangia: racconta le persone che l'hanno preparata e quelle che hanno imparato a farla vivere nel tempo.
Luigina, una memoria che attraversa le generazioni
Prima delle ricette ci sono le persone che le hanno custodite.
Luigina Mazzarello apparteneva a una generazione che ha attraversato anni difficili senza perdere il senso della famiglia, del lavoro e della solidarietà quotidiana. Aveva studiato e lavorato a Milano come stenodattilografa prima di costruire la propria famiglia tra queste colline.
La sua vita è stata segnata dalla guerra, dall'assenza degli uomini partiti per il fronte e dalla necessità di affrontare con coraggio le difficoltà di ogni giorno.
Molte ricette non sono arrivate fino a noi attraverso libri o scuole di cucina, ma attraverso donne come Luigina, capaci di trasformare la vita quotidiana in memoria condivisa.


Le ricette che passano attraverso la vita
Molte tradizioni non vengono tramandate attorno a un tavolo di studio, ma durante una passeggiata, un pranzo di famiglia, una domenica trascorsa insieme.
Questa fotografia racconta un momento semplice della vita di Maura e Cesare, ma rappresenta anche il modo in cui tante famiglie hanno conservato la propria identità attraverso il tempo.
I piatti della tradizione non appartengono soltanto alle feste o alle occasioni speciali. Nascono dalla quotidianità e dal desiderio di stare insieme.
Le ricette continuano a vivere perché esistono legami che le custodiscono e persone che scelgono di non dimenticarle.
Marina e la cucina di casa
Tra le persone che hanno accompagnato il mio percorso c'è Marina, mia moglie, con la quale ho condiviso gran parte della mia vita.
La cucina era una delle sue grandi passioni. Amava preparare i piatti della tradizione, dai ravioli al risotto al Gavi, dalle ricette di famiglia ai dolci di casa, ma nello stesso tempo era curiosa, attenta e sempre desiderosa di imparare.
Leggeva, sperimentava e studiava tecniche e preparazioni con una precisione che spesso sorprendeva amici e familiari. Le piaceva approfondire ogni dettaglio, dai lievitati alla cucina internazionale, fino ad arrivare allo studio del pesce e delle tecniche necessarie per preparare sashimi e sushi con la cura che queste preparazioni richiedono.
Nella cucina di casa tradizione e curiosità convivevano naturalmente. Le ricette tramandate dalla famiglia continuavano a vivere accanto alla voglia di scoprire e imparare qualcosa di nuovo.
Anche attraverso questi gesti quotidiani, molti sapori, ricordi e tradizioni hanno continuato a far parte della nostra storia familiare.


Un quaderno, tre ricette e una memoria familiare
Tra le pagine di questo vecchio quaderno compaiono tre preparazioni annotate a mano: la trippa, lo stoccafisso al pomodoro e la torta di riso.
Non ci sono pesi precisi, tempi dettagliati o spiegazioni elaborate. Come accadeva in molte case, le ricette erano scritte per chi già conosceva i gesti necessari.
Le dosi si misuravano spesso a occhio, con l'esperienza e con la memoria più che con la bilancia.
Queste pagine raccontano una cucina fatta di conoscenza pratica, osservazione e fiducia: una cucina che viveva nelle mani prima ancora che sulla carta.

La torta di riso e il segreto della Saporita
Tra le ricette conservate nel quaderno compare anche la torta di riso, una preparazione semplice e profondamente legata alla tradizione familiare.
Accanto agli ingredienti compare una parola che per molte famiglie evocava immediatamente un sapore preciso: "La Saporita".
Era il tocco finale che completava la ricetta e che ancora oggi richiama ricordi, profumi e abitudini di un tempo.
La torta di riso preparata da Maura Merlo discende direttamente da una tradizione familiare tramandata da Luigina Mazzarello e custodita negli anni anche da Marina.
Chiusura
A volte l'identità di un territorio si conserva in un ingrediente, in una parola annotata su un quaderno o in una ricetta preparata ancora oggi come si faceva una volta.

Un patrimonio fatto di persone
Le ricette del territorio del Gavi DOCG non raccontano soltanto ciò che si mangia.
Raccontano persone, famiglie, incontri, stagioni e gesti quotidiani che hanno attraversato generazioni diverse senza perdere il proprio significato.
Dietro ogni piatto esistono mani che hanno impastato, cucinato, insegnato e tramandato. Esistono quaderni consumati dal tempo, fotografie di famiglia e ricordi che continuano a vivere attraverso il cibo.
È anche grazie a queste storie che il territorio conserva la propria identità e continua a riconoscersi nei sapori che porta in tavola.
