
Parodi Ligure
Borgo di crinale tra Appennino e pianura
Parodi Ligure si sviluppa sulle prime dorsali dell’Appennino ligure-piemontese, lungo antiche vie di collegamento che dal Golfo di Genova risalivano verso la pianura padana. Questa posizione ha segnato profondamente la storia del paese, rendendolo per secoli luogo di passaggio e presidio del territorio.
Ancora oggi il borgo conserva un’identità legata al paesaggio collinare che lo circonda, dove natura, agricoltura e memoria storica convivono in equilibrio.
Cosa vedere a Parodi Ligure
Il patrimonio di Parodi Ligure si scopre camminando nel borgo e osservando il rapporto diretto tra architettura, paesaggio e storia.
Il Castello di Parodi, oggi in gran parte scomparso ma centrale nella storia del paese, distrutto nel 1625 durante il conflitto tra Genova e i Savoia.
Labazia di San Remigio, legata alla presenza monastica medievale e alle opere di bonifica della palude dell’Albedosa.
La Chiesa Parrocchiale di San Rocco, custode di testimonianze storiche e artistiche della comunità.
Il concentrico storico, con l’impianto compatto tipico dei borghi di crinale.
La grande Croce sul roccione, punto panoramico e simbolo visivo del paese.
Le frazioni storiche – Cadegualchi, Cadepiaggio, Cadimassa, Tramontana e Tramontanino – che raccontano l’antica estensione del territorio parodese.


Paesaggio e territorio
Il territorio di Parodi Ligure si sviluppa lungo crinali e pendii che separano la valle del Lemme dalla pianura, offrendo ampie visuali verso l’Appennino e, nelle giornate limpide, fino all’arco alpino.
Un tempo intensamente coltivato a vite, oggi il paesaggio alterna vigneti, aree agricole residuali, boschi e zone incolte, mantenendo un equilibrio naturale ancora poco compromesso.
Le dorsali, storicamente preferite alle vie di fondovalle, rappresentano uno degli elementi distintivi del territorio, segnando il rapporto tra insediamenti umani, agricoltura e vie di comunicazione.
Vino e territorio
Parodi Ligure rientra nell’area dei Comuni del Gavi DOCG, dove la viticoltura ha storicamente contribuito a modellare il paesaggio agricolo.
Anche se oggi le superfici vitate sono più contenute rispetto al passato, il legame tra il territorio e la produzione del Gavi resta parte integrante dell’identità locale.
Il vino si inserisce in un contesto agricolo più ampio, dove convivono colture tradizionali e un ambiente naturale ancora leggibile.


Accoglienza e turismo
Parodi Ligure offre un’accoglienza diffusa e coerente con la dimensione del borgo e del suo paesaggio.
Strutture di ospitalità rurale, locazioni turistiche e agriturismi presenti sul territorio e nei dintorni permettono di vivere il paese come base per esplorare le colline del Gavi DOCG e le dorsali appenniniche.
L’offerta è legata a un turismo lento, orientato alla natura, alla storia locale e alla scoperta del paesaggio agricolo.
La vicinanza ai principali centri del territorio rende Parodi un punto di sosta ideale per chi desidera conoscere una dimensione più autentica e raccolta dell’Oltregiogo.
Uno sguardo sulla storia
La storia di Parodi Ligure è profondamente legata alla sua posizione geografica strategica lungo le antiche vie marenche che collegavano Genova alla pianura padana attraverso l’Appennino. Per secoli il territorio fu attraversato da mercanti, eserciti e pellegrini, vivendo fasi alterne di centralità e marginalità.
Il borgo entra nella storia documentata nella seconda metà del X secolo, quando il territorio rientra nella Marca Obertenga. Il toponimo Palode compare per la prima volta in un documento del 973, probabilmente legato alla palude formata dal torrente Albedosa.
Tra XI e XII secolo il sito si stabilizza grazie all’intervento dei monaci di Santa Maria di Castiglione, che nel 1033 ricevono il territorio, edificano il monastero di San Remigio e avviano la bonifica della palude. In questo periodo cresce anche l’interesse di Genova, impegnata nel controllo delle vie commerciali.
Un gruppo di Parodesi partecipa alla Prima Crociata, riportando in patria una reliquia della Croce, segno del coinvolgimento diretto della comunità negli eventi del tempo. Dal 1289 Parodi viene assegnata alla Diocesi di Genova, legame destinato a durare nei secoli.
Il borgo subisce successivamente il passaggio di Visconti, Francesi e truppe sabaude. Nel 1625, durante il conflitto tra Genova e i Savoia, il castello viene incendiato e distrutto insieme agli archivi.
Tra XVIII e XIX secolo Parodi segue le vicende della Repubblica Ligure, dell’età napoleonica e infine del Regno di Sardegna, entrando nella provincia di Alessandria nel 1859.
Il Novecento lascia segni profondi: l’eccidio della Benedicta nel 1944 e l’incendio del paese nel marzo 1945 colpiscono duramente la comunità.
Nel 1948 la nascita del Comune autonomo di Bosio ridimensiona l’estensione territoriale di Parodi, che conserva tuttavia intatta la propria identità storica.
